Stabilire la rotta
Talvolta l'obiettivo da raggiungere non lascia molta scelta sulla rotta da seguire. Ciò accade, ad esempio, quando si vuole raggiungere la propria destinazione su di un bordo solo, quando non ci sono pericoli da evitare e quando le condizioni meteorologiche sono favorevoli o stabili.
Nella maggior parte dei casi, però, che si tratti di pilotaggio piuttoto che di navigazione costiera o di altura, le rotte possibili sono diverse. Si tratta allora di scegliere la rotta più sicura, più rapida e più comoda, considerando i seguenti elementi: condizioni meteo, correnti, zona sicura o da evitare, ma anche la barca e il suo equipaggio.
Le condizioni meteo
La prima tappa di tutta la navigazione è la consultazione delle previsioni meteorologiche. Conoscere la direzione del vento permette di prevedere a quale andatura si farà la traversata e che velatura portare. Quel passaggio che sembrava facile può rivelarsi insormontabile se si è con prua al vento. Bisognerà passare da un'altra parte.
La forza del vento prevista permette anche di stimare la velocità della barca e la durata della traversata. Se il viaggio rischia di prolungarsi nella notte, bisogna avvisare l'equipaggio, prevedere un sistema di turni di guardia fin dalla partenza o mettere in conto uno scalo supplementare.
Le onde e il mare sono elementi importanti, che influiscono sulla velocità della barca, sul "comfort" della traversata, sulla sicurezza dell'imbarcazione e sulla scelta del percorso. Per esempio, quando il mare è formato e i venti sono contrari, si può privilegiare una rotta riparata dalle onde.
La visibilità è un fattore che può limitare la zona di navigazione: se ci si vede poco non è opportuno fare troppo il pelo agli scogli.
Bisogna anche stare attenti all'evoluzione delle condizioni meteo. Le previsioni relative al vento possono farci anticipare o ritardare la partenza di qualche ora; ci permetteranno anche di scegliere la rotta migliore, il bordo buono, quello che ci farà guadagnare una decina di minuti sulla barca partita dall'altro lato dello specchio d'acqua.
Talvolta, se la finestra meteo è ridotta - cioè se le previsioni favorevoli alla navigazione sono di breve durata, o se il tempo minaccia di diventare cattivo - bisogna scegliere la rotta più rapida. In tal caso velocità e sicurezza sono strettamente collegate. Non è più il momento di oziare e di pensare alla propria piccola comodità: per la gioia di chi trova la felicità nella velocità, bisogna trarre il meglio dalla propria barca e raggiungere molto rapidamente il riparo del prossimo porto.
Le Pilot Charts
Quando ci si prepara per una grande traversata, come ad esempio dall'Europa ai Caraibi, non si può certo sperare che le previsioni meteo coprano tutta la durata della crociera. Al momento della preparazione, si devono consultare le pilot charts che, per tutte le zone del mondo, forniscono dati statistici sui venti che si ha maggiore probabilità di incontrare in ogni mese dell'anno.
Correnti e meree
Nella crociera costiera la curva delle maree è uno strumento indispensabile per preparare la navigazione. Essa permette di determinare l'altezza dell'acqua, partendo dalle quote di profondità segnate sulla carta.
Bisogna anche sapere quali sono le principali correnti che incontreremo: correnti di marea, ma anche correnti più generali o correnti di deriva. Esse possono modificare la velocità della barca, se non addirittura imporre un orario di partenza e, inoltre, influiranno anche sulla scelta della rotta: normalmente preferiremo navigare in zone con più corrente quando essa è a favore e in zone in cui è più debole quando è contraria.
Tutte queste informazioni devono restare accessibili durante tutto il percorso, quindi perché non ricopiarle su un taccuino?
Zone da evitare
Dopo aver preso visione della situazione meteorologica, il navigatore cerca gli eventuali pericoli che devono assolutamente essere evitati: un capo da cui stare lontani, un basso fondale che renderà il mare pericoloso e dove non c'è abbastanza acqua per passare, uno scoglio emergente, una zona dove, con mare formato, onde e correnti hanno direzioni opposte.
Bisogna diffidare delle rotte immediatamente sopravvento ai pericoli (tenuto conto delle condizioni meteo, riusciremo a passare abbastanza lontano da poter affrontare un'eventuale avaria?) e di quelle che passano nelle immediate vicinanze dei pericoli (che cosa potrebbe succedere se lì non ci fosse più vento?).
Far valere la rotta
Molto spesso la rotta è composta da segmenti rettilinei. Per ognuno di questi segmenti di rotta, il navigatore misura la rotta sul fondo e calcola la rotta bussola da dare al timoniere almeno per le prime ore. Tali dati potranno anche variare in funzione degli avvenimenti. Questo è anche il momento di inserire la rotta nel GPS: è sempre così spiacevole farlo quando comincia a circolare il mal di mare...
Preparare i punti successivi
Per ogni segento di rotta, il navigatore individua i punti cospicui principali e li annota nell'ordine in cui appariranno; approfitta della tranquillità del porto per cercare qualche allineamento che gli consentirà di verificare la posizione della barca senza fare il punto.
E, poiché si deve fare, dopo aver preparato l'uscita dal porto, organizza scrupolosamente anche l'entrata nel porto successivo, o nella baia in cui conta di fermarsi; chiede ai vicini di pontile se laggiù c'è una pasticceria raggiungibile a piedi, o un bar che valga la pena essere visitato...
Prevedere il peggio... per ottenere il meglio
Il navigatore prevede anche ridossi e porti di "riserva", per non essere preso alla sprovvista se qualcosa va storto (avarie, stanchezza, mal di mare o peggioramento delle condizioni meteo). Tiene presente che un buon riparo deve essere accessibile a qualsiasi ora di marea e, in caso di cattivo tempo, deve trovarsi sottovento alla barca.