Dalla metà del XIX secolo l'intensità del vento è definita per mezzo della scala Beaufort. Questa scala, che non ha una progressione lineare, si basa sulla osservazione e permette di determinare la forza del vento anche quando non si ha a disposizione uno strumento di misura.
In origine (1805) l'ammiraglio inglese Sir Francis Beaufort determinò le diverse intensità del vento in funzione della massima velatura che la sua fregata poteva portare di bolina. Fino a forza 5 la fregata navigava a piene vele e la velocità del vento era stimata corrispondente a quella della nave.
Da forza 6 in poi, si serravano alcune vele e si prendevano delle mani di terzaroli.
A forza 12 la fregata fuggiva in poppa a secco di vele.
Quando si passò dalla propulsione a vela a quella a vapore, a ogni grado della scala si aggiunse prima la corrispondente descrizione dello stato del mare, poi la velocità del vento espressa in nodi.
La scala Beaufort è stata resa ufficiale dall'OMM nel 1946.
Le velocità del vento riportate nella scala si riferiscono alla media delle velocità misurate durante dieci minuti a 10 metri di altezza sul livello del mare.
